• Riccardo Seghizzi

Oltre i limiti: la Web Radio

Oltre ogni limite, oltre ogni barriera, anche la radio si è saputa ambientare e adattare al mondo moderno, quel mondo fatto e viziato dalla rete Internet.

Uno spazio immenso, dove tutti posso senza limite parlare, cercare, scrivere, ascoltare, guardare, curiosare etc. etc.

Quasi ogni attività comunicativa e sociale che si svolge personalmente è ormai possibile farla anche attraverso Internet. Neanche la radio si è sottratta a questo destino.


Con web radio o radio online si definiscono le emittenti radiofoniche che trasmettono in forma digitale, attraverso internet appunto, i propri programmi, musica, dirette, podcast. La fruizione, come la creazione, delle web radio è molto accessibile e permette, essendo in uno spazio ampissimo come la rete, di raggiungere traguardi incredibili.

Se vogliamo essere più tecnici e precisi, le radio on line trasmettono l’audio in forma di flusso dati audio compressi, ovvero lo s'traem', successivamente decodificato sul computer di chi riceve e quindi libero di ascoltare.


Quasi la maggior parte delle persone hanno dimestichezza con la rete, ed è quindi facilissimo poter trovare migliaia di eeb radio online. Pochi passaggi con il mouse e si apriranno una serie infinita di opportunità di scelta.

Tanto facile è ascoltare una web radio, quanto farla. Infatti, il costo ‘irrisorio’ ed accessibile è un punto di vantaggio enorme. In più è semplice da realizzare e gestire. Va detto però che rimane comunque un mondo affascinante quanto difficile. Per gestire e fare radio bisogna esserne capaci, per dare all’ascoltatore un prodotto di qualità.

Sicuramente la Web radio è un mezzo incredibile. Permette a chiunque di esprimere la propria voglia ed il proprio modo di fare radiofonia. Generi di programmi differenti, palinsesti svariati, argomenti di ogni tipo e genere. La radio online è un catino di idee, in continuo aumento.

Prima del successo attuale, basti controllare in rete per dare un occhio a quante web radio ci siano solo in Italia, le radio online hanno dovuto nascere, crescere, migliorarsi e adattarsi.

Il primo formato audio realizzato fu quello dell’Aprile 1995, da Rob Glaser, attraverso RealAudio. Subito dopo arrivò Microsoft Media Services.

Come tutte le cose, c’è anche per la web radio l’aspetto legale.

Ci sono da considerare molti fattori, come diritti d’autore e copyleft. A tal proposito, senza scendere troppo nei particolari legali delle web radio, è bene citare il 2001. In quell’anno i discografici americani, sotto rappresentanza RIAA (Recording Industry Association of America) l’equivalente del nostrano S.C.F., imposero a tutte le web radio il pagamento di royalties per la musica trasmessa.


Successivamente, nel 2003, a Londra, si stipulò un accordo che prevedeva una licenza unica per poter trasmettere musica in streaming.

Al 2005, le radio online pagavano all’associazione di riferimento una somma, stabilita in base a differenti parametri, per poter trasmettere musica.

Con la riforma del 2007 tutti gli operatori dovranno pagare per ogni canzone in base al numero di utenti che la scaricano in streaming, da un minimo di 0,0008 dollari nel 2007 ad un massimo di 0,0019 dollari nel 2010 per ogni scaricamento di canzone/utente.

Questo è soltanto una briciola delle vicende legislative e giuridiche delle web radio, tutt’ora ancora in una posizione ambigua dal punto di vista di queste tematiche.


In Italia, le web radio si paventarono nel 1997, e dopo svariate lotte di riconoscimento, solo nel 2003 con l’accordo sopracitato, anche e web radio poterono tramettere musica coperta da diritto autorale.

Nonostante ciò, il ministero delle Comunicazioni (poi abolito nel 2008) non riconobbe ufficialmente le web radio, rifacendosi a delle normative europee.

Per rimanere sempre sul tecnico, è bene sapere che ad oggi in Italia la SIAE, ovvero la Società Italiana degli Autori ed Editori, regolamenta le web radio che intendano utilizzare opere da essa tutelate, tramite la stipula di un contratto chiamato in gergo ‘modulo AWR’.

Tale modulo categorizza le web radio in 3: amatoriali, istituzionali e commerciali.

Viene imposto alle prime ed alle seconde di non avere pubblicità di nessun tipo.

Insomma, è chiaro che intorno alla magnificenza del mezzo web radio, ci sia tantissima confusione giuridica.


Unico elemento unificatore ed associazionistico sono alcuni enti, appunto associazioni, che sotto di loro contano svariate emittenti: W.R.A, Associazione Aeranti Corallo, RadUni ed ETCA (European Thematich Channels Association, per fare qualche esempio.



È chiaro quanto ancora ci sia da lavorare per dare una struttura ancor più solida, anche amministrativamente, alle web radio.

Ciò non toglie la potenza del mezzo. Un bacino d’utenza sempre più ampio, un bacino di creatori sempre più ampio, rendono la web radio in ottica futura come uno strumento straordinario.

La forza evidente della rete, le connessioni senza limiti e confini, il catalizzarsi di idee dalle più disparate, il progresso tecnologico, sono tutti punti a favore delle radio online.

Lunga vita alle web radio, a chi le fa, a chi le ascolta, a chi si batte per esse, perché uno strumento che non conosce confini e non ha limiti va più che mai preservato.




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