• Riccardo Seghizzi

La Storia Infinita

Un racconto che dura da più di un secolo, una storia infinita. La Radio.

Il mondo cambia, come tutta la società che lo popola. Caratterizzata da eventi di ogni genere, innovazioni e progresso, la collettività si è sempre adeguata, con la smania costante della comunicazione.


Si è passati dalla comunicazione orale a quella epistolare, cercando di affinare e velocizzare sempre di più questo processo. Poi nel 1800 la società ha affrontato una svolta epocale, l'avvento della Radio.




Vi sono molte controversie su chi e quando effettivamente abbia inventato la radio. Per non cadere in errore ci rifaremo ai nomi maggiormente conosciuti ovvero: il nostrano Guglielmo Marconi, Nikola Tesla e il meno noto, ma non meno importante Julio Cervera Baviera. In realtà si può tranquillamente affermare che tutti e tre i fisici in questione sono stati, in modi differenti e per diversi meriti, gli inventori della radio.


Il nostro viaggio comincerà dalla fine del 1800. Dalla fine del XIX secolo al 1915 circa, è il periodo nel quale la radio passa da “trasmissione senza filo” a “telegrafia a spinterometro”. Nei successivi cinque anni, l'idea di poter raggiungere comunicativamente masse di persone divenne realtà. Da questo momento in poi la radio divenne un vero e proprio mezzo di comunicazione di massa, in gergo tecnico broadcasting. Dopo la stampa sarà quindi la radio a prendere la scena del mondo intero.


Fin dagli albori la radio sottostò a due 'modelli': uno gestito dai privati finanziati dalle pubblicità (in America) e l'altro invece sotto controllo monopolare dello Stato, come servizio pubblico (in Europa). Ovviamente è chiaro come l'espansione radiofonica cambiò non solo la società, bensì anche i linguaggi comunicativi, nuovi produttori, consumatori, pubblicità e tanto altro ancora.


Nel Belpaese però la radio faticava a trovare largo spazio che in altre nazioni aveva trovato e coltivato. La spinta ad una più concreta forza comunicativa ed attrattiva arrivo nel periodo mussoliniano, infatti durante il regime nel 1924 vede la vita la prima emittente italiana: Unione Radiofonica Italiana. L'anno seguente un decreto legge monopolizzò le comunicazioni senza fili.


Nonostante gli anni 30' furono bui e caratterizzati da orrori, la radio trovò terreno fertile per svilupparsi ed accrescere in modo fondamentale la sua utenza e potenza. Infatti nel periodo poco prima, durante e poco dopo il secondo conflitto mondiale, vi furono i primi spot pubblicitari, le propagande politiche, i notiziari continui con i bollettini di guerra, radiocronache. Nei tempi bellici la comunicazione veloce, rapida, incisiva fu fondamentale.


Dopo la distruzione portata dalla guerra anche la radio, come la nazione intera, dovette ricostruirsi. La radio assunse il nome di RAI (Radio Audizioni Italia) ed iniziò il suo periodo d'oro. I prezzi stracciati resero possibile l'acquisto a chiunque, in questo modo la radio entrò nelle case praticamente di tutti gli italiani.

Nel 1951 venne trasmessa la prima edizione del Festival di Sanremo.

Tre anni più tardi l'arrivo di un nuovo strumento sul mercato spinge la radio ha cercare di migliorarsi per reggere il confronto. Il misterioso strumento era la televisione.


Nonostante l'evoluzione tecnologica, la radio seppe nuovamente trovare nuovi metodi per arrivare alla gente. L'invenzione dell'autoradio scardinò la mobilità del mezzo. La radio divenne così un oggetto trasportabile ovunque, tra l'altro diventando simbolo di libertà per i giovani.


Negli anni '60 avvenne una suddivisione in tre canali per accontentare un numero sempre maggiore di utenti: il Nazionale diventa il Primo canele dedicato all'informazione politica e sociale. Il Secondo sarà sulla prosa, musica e varietà. Infine il Terzo punterà sui temi culturali.

Con una maggiore ampiezza di scelta, nascono anche le prime trasmissioni appositamente per i giovani: Bandiera Gialla, Per Voi Giovani e Alto Gradimento spesso condotte dalla coppia Arbore-Boncompagni.


Il ventennio '70-'80 sarà redditizio per le radio, sempre in evoluzione, con nuove programmazioni, nuove voci, sempre più possibilità. Inoltre conseguentemente a ciò anche gli introiti pubblicitari si impennarono, diversificando molto il panorama radiofonico tra private, libere e pubbliche.


Gli anni '90, a differenza dei precedenti, saranno molto più faticosi. La televisione guadagnò sempre più gradimento facendo scemare l'interesse radiofonico. Intanto, senza che nessuno se ne accorgesse, un altro mezzo comunicativo di portata enorme si stava insediando, la rete Internet.



Sarà proprio attraverso la rete, che nuovamente la radio troverà l'ennesimo rilancio. Gli ultimi vent'anni hanno visto appunto questo legame web-radio fiorire e crescere, con evoluzioni tecnologiche impensabili fino a qualche anno prima.


Il mondo web si è insediato nella vita quotidiana della società, è diventato parte integrante delle persone. La radio dal canto suo è riuscita ad adattarsi a questo nuovo terreno.


Si potrebbe andare avanti ancora a lungo a parlare della storia della radio, dai linguaggi immessi nella società e diventati di luogo comune, ai personaggi che ha creato e forgiato, alle nuove posizioni di lavoro create, o ancora dell'impatto della musica trasmessa, delle telecronache, di ogni genere di programma che ha segnato epoche di giovani ed adulti, i discorsi di presidenti, i giochi a premio e tanto, tantissimo altro ancora. Per non parlare della radio fisica come oggetto, nei bar, nelle macchine, sui nostri cellulari. Insomma la radio è un patrimonio incredibile, diventato parte integrante della società, sotto infiniti aspetti.


Uno strumento che, ormai da più di 100 anni, cammina al fianco delle persone. Uno strumento capace di superare decenni differenti gli uni dagli altri. Capace di adattarsi e soddisfare comunque le necessità e le voglie delle persone. Chi la radio l'ha fatta, la fa e la farà ha un dono incredibile di riuscire sempre e comunque a fare breccia nella società e negli ascoltatori.


La speranza è che questo strumento, dal valore storico, affettivo inestimabile, continui la sua lunghissima vita e che questa magnifica storia infinita possa continuare.






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